
IL RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO IN CONDOMINIO
Cosa devi sapere?
Con l’arrivo della stagione invernale, molti condomini si preparano a riattivare il riscaldamento centralizzato. Ma cosa si intende esattamente per riscaldamento centralizzato e come funziona? Scopriamolo insieme.
Cos'è il riscaldamento centralizzato?
Il riscaldamento centralizzato è un impianto comune a tutti i condòmini, che fornisce riscaldamento e acqua calda sanitaria senza dover pagare individualmente le bollette per il gas. I costi sono suddivisi tra tutti i condòmini e inclusi nelle rate delle spese condominiali.
La direttiva europea del 2012, recepita in Italia con un decreto legislativo del 2014, ha dettato nuove regole in tema di riscaldamento condominiale centralizzato: per legge ora ogni singolo termosifone presente in ogni locale dell’appartamento deve avere un “contacalorie” ossia un dispositivo che mostra la temperatura e che permette di modificarla. Ogni proprietario così può, attraverso le valvole termostatiche, gestire in autonomia il riscaldamento del proprio appartamento.
Tuttavia, il sistema non è completamente autonomo: i residenti devono comunque contribuire ai costi collettivi legati al consumo di gas.
È possibile staccarsi dal riscaldamento centralizzato?
Molti condòmini valutano l'idea di distaccarsi dal riscaldamento centralizzato per ottenere una gestione completamente autonoma del proprio impianto. Sebbene ciò sia possibile, ci sono delle condizioni precise da rispettare.
Secondo l’articolo 1118 del Codice Civile, per distaccarsi legalmente dall'impianto centralizzato devono essere soddisfatte due condizioni:
1. Il distacco non deve causare squilibri significativi al funzionamento dell'impianto comune.
2. Non deve comportare un aumento delle spese per gli altri condòmini.
Se anche una di queste condizioni non viene rispettata, il distacco è considerato illegittimo. Va inoltre specificato che, se rispettate le condizioni, non è necessaria alcuna delibera condominiale per procedere.
Come cambiano le spese condominiali?
Anche dopo aver ricevuto l’autorizzazione per il distacco, il condòmino rimane obbligato a contribuire alle spese di conservazione dell’impianto centralizzato, come la sostituzione della caldaia e la manutenzione periodica della stessa. Questo perché l’impianto rimane di proprietà comune e il condòmino – o, per lui, i suoi eredi o probabili futuri acquirenti – potrebbe sempre tornare sui suoi passi e decidere di riallacciarsi alla rete comune.
Chi si distacca deve sempre pagare i cosiddetti consumi involontari, che consistono in una quota delle normali bollette che riceve il condominio.
Inoltre, per i condomini che ancora non si sono adeguati alla nuova normativa, nonché all’installazione dei contabilizzatori di calore, il condòmino distaccato dovrà ugualmente sostenere anche la sua parte per i costi dei lavori.
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